La Liguria come sappiamo è una terra ricca di bellezza geografica e non solo, la sua agricoltura produce alcuni prodotti di eccellenza della nostra tavola gastronomica italiana, che hanno a loro volta portato alla creazione di piatti iconici come il pesto. Oggi vogliamo parlare invece dell’aspetto liquido, cioè quali vini e bevande si producono? Scopriamolo insieme.

Le Zone di Produzione e i loro Vini

Andiamo a vedere dove viene prodotto il vino, quali sono i luoghi dove poter vedere i vigneti, partendo da est, ossia dalla Riviera di Levante, la prima zona vinicola che si incontra sono i Colli di Luni, zona che si estende fino alla provincia di Massa Carrara, in Toscana. L’uva a bacca bianca più diffusa è qui il Vermentino, utilizzato sia in purezza sia per la produzione del Colli di Luni Bianco, al quale si aggiunge Trebbiano Toscano e altre uve a bacca bianca. Il Colli di Luni Rosso è invece prodotto con Sangiovese, Canaiolo Nero, Ciliegiolo, Pollera Nera e Cabernet Sauvignon.

Le Cinque Terre prendono il nome dalle cinque località che si affacciano sul mar Ligure nella parte orientale della regione in provincia di La Spezia. Il paesaggio delle Cinque Terre è fra i più suggestivi che si possano osservare, con i vigneti piantati in ripidi e scoscesi pendii, su terrazzamenti che degradano verso il mare. I vini delle Cinque Terre sono prodotti con le uve dei vitigni Bosco, Albarola e Vermentino, dalle quali si ottengono vini bianchi secchi e il raro passito Sciacchetrà, prodotto con uve surmature lasciate appassire in locali aerati. Più a ovest, le aree DOC della Val Polcevera e del Tigullio si distinguono per i vini prodotti con l’uva Bianchetta Genovese, nome con il quale è localmente nota l’Albarola. La Riviera di Ponente è caratterizzata dalla produzione di vini rossi, con le uve dei vitigni Rossese, Ormeasco (Dolcetto) e Ciliegiolo.

Finiamo con un Digestivo?

Dopo meravigliosi pasti viene la voglia di un buon tonico che aiuti a digerire, in Italia esistono diversi prodotti tipici di varie località la Liguria non di meno delle altre, ne citiamo due, entrambi amari: il Camatti e il S. Maria del Monte.

Gli ingredienti principali del Camatti sono fiori, erbe, radici aromatiche e toniche come china e genziana che gli conferiscono le caratteristiche note amare e mentolate che rinfrescano la bocca alla fine del sorso. Può essere consumato a temperatura ambiente oppure caldo con la scorza di limone, come lo ricordo dopo gli abbondanti pranzi di Natale in famiglia. Così come dice la storica etichetta, l’Amaro Camatti “è utile nei viaggi di mare, indispensabile agli sportivi, che rianima, che rincuora, dando inoltre un senso di piacevole sollievo”.

Finiamo con un Digestivo?
Finiamo con un Digestivo?

Sono 36 gli ingredienti dell’Amaro Santa Maria al Monte, tra spezie, erbe e fiori provenienti da tutto il mondo, come l’aloe, la mirra, l’assenzio e le noci di cola che, come ricetta originale vuole, vengono lasciati in infusione a freddo per due mesi per fare in modo che vengano estratti gli aromi più nobili. I profumi intensi, quasi esotici, che lo caratterizzano e la tradizione ancorata nel passato rendono l’Amaro Santa Maria al Monte una bevanda senza tempo, ancora oggi apprezzata e gustata da tutti, dai più giovani ai più anziani.Speriamo di avervi fatto venire la gola asciutta dopo il nostro articolo, un saluto e alla prossima.