La cucina italiana, come sappiamo, è ricca, variegata di sapori e odori che cambiano secondo la località in cui ci troviamo, non solo di regione in regione, ma la sua più bella caratteristica è di cambiare secondo le città. Oggi si parla di Liguria e inizierei con una citazione: ” La Liguria d’estate è l’odore di basilico, il caldo, la luce che scivola dalla finestra, gli ulivi allineati come pensieri, il mare che veste ogni cosa di blu.” (Fabrizio Caramagna).

Alla Scoperta Culinaria della Liguria

In queste poche parole, appena citate, già si capisce la ricchezza di questa terra che parte dai campi coltivati, dagli ulivi in collina fino alle sponde del mare ricche di pesci; infatti, ricordiamoci che in questa stupenda regione troviamo dei prodotti unici marchiati D.O.P. come per esempio: il famosissimo basilico ligure, l’olio EVO di Riviera Ligure, alcuni vini come il Portofino, il Valpolcera entrambi D.O.C. sicuramente necessari per preparare piatti eccezionali come quelli di cui parleremo tra poco.

Inizierei da quello che può essere un antipasto, la Panissa, storicamente nata come street food questo piatto a base di farina di ceci lo possiamo trovare in tutto il territorio ligure con qualche piccola differenza sul nome, che viene cambiato in base al dialetto locale, nasce da quelli che erano piccoli forni in mezzo ai vicoli di città, chiamati “Sciamadda”, così da poter essere consumata mentre si passeggiava per le strade, si presentano come dei piccoli rettangolini avvolti in dei cartocci, ancora oggi possiamo assaporarla camminando oppure seduti in un ristorante magari accompagnata da della cipolla. Rimanendo in tema di cibi poveri non possiamo non citare un piatto sì della tradizione ligure, ma un po’ condiviso in tutte le località marine, sono i Frisceu. Queste frittelle di pastella si distinguono per le tante possibili varianti, le più famose sono quelle al baccalà tipico dei vicoli genovesi. Dopo l’antipasto segue il primo, in questa regione ha i suoi natali uno dei piatti di pasta più famosi al mondo, il pesto.

Tutti quanti lo conosciamo e ci piace il suo sapore, naturalmente il vero pesto che nasce dalla tradizione ha delle complessità nelle tecniche di preparazione, partendo da degli ingredienti semplici come: pinoli, basilico, olio, parmigiano, aglio e sale, dobbiamo aggiungere tanta volontà e prendere un mortaio e iniziare il pestaggio degli ingredienti, da qui il nome pesto; quale accompagnamento migliore per questo sugo se non della pasta fresca corta come le trofie?

Se ancora non siete sazi, abbiamo da offrirvi un secondo piatto a base di coniglio, un piatto sicuramente da definire domenicale, viste le lunghe cotture che servono per avere una carne tenera e saporita, si parte da un animale possibilmente nostrano che disossato se ne cucinano la carne e le interiora insieme, aggiunti gli aromi che ci sposano bene ad esempio timo e alloro, si aggiungono le olive liguri una sfumata di vino bianco e ci siamo. Se siete esperti cinefili no vi sarà sfuggita la citazione di questo piatto nel film La Grande Bellezza di Sorrentino, premiato agli oscar 2013.

Terminiamo sperando di avervi fatto venire voglia di provare uno di questi piatti prelibati, forse vi cimenterete nel farli a casa, oppure spinti da curiosità li assaggerete cucinati da chi li prepara da sempre, nell’uno o nell’altro caso Buon Appetito.